Elisa Brilli

L'esilio comunale L'arte di dire l'esilio

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Abstract

L'articolo sviluppa un ragionamento intorno all'esilio di Dante volto ad individuare alcuni nodi critici posti da questo dato storico e dato testuale. Innanzitutto, quello della sua corretta valutazione storica, a fronte delle recenti proposte provenienti dagli studi di storia medievale e di sociologia storica dei gruppi intellettuali. Quindi, sul versante della ricerca dantesca per rispondere al problema della dicibilità della propria esperienza poli­tica, sono evidenziati il rifiuto di Dante del regime discorsivo erotico-politico tipico della lirica siculo-toscana ma anche dell'Ovidio dei Tristia e delle Epistulae ex Ponto e il progressivo slittamento da una costruzione autoriale ispirata al modello boeziano alla reinvenzione del modello profetico-apostolico. Le conclusioni sottolineano i paradossi dell'autorialità varata da Dante e da lui consegnata alla tradizione letteraria italiana.

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