Massimo Piattelli-Palmarini, Juan Uriagereka

The Evolution of the Narrow Faculty of Language: The Skeptical View and a Reasonable Conjecture

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Enard et al. (2002) collocano l'ultima mutazione di FOXP2, il gene implicato in certi aspetti centrali del linguaggio umano (fra i quali la sensibilità sintattica al contesto), a circa 120.000 anni fa. Alcuni tratti degli esseri umani moderni che presuppongono la facoltà del linguaggio possono essere datati indipendentemente da 95.000 a 60.000 anni fa. Quindi, un sistema sintattico integralmente evoluto si sarebbe formato nel corso di poche generazioni. Sosteniamo che una transizione così rapida non può essere spiegata nei consueti termini evolutivi "adattazionisti". Si propone che soltanto una drastica e subitanea riorganizzazione del cervello abbia dato luogo ad una tale situazione. Due fatti suggeriscono che questa riorganizzazione possa essere stata, all'origine, di tipo epidemico. Primo, le più recenti investigazioni dell'evoluzione dei sistemi organici puntano nella direzione di trasmissioni "orizzontali" di materiale nucleico, spesso di natura virale (p.es. l'origine del sistema immunitario adattivo); in circostanze di questo tipo, la rapidità evolutiva è dovuta al fatto che non un individuo, ma un'intera popolazione, possiede il materiale genetico mutato. Secondo, quando le proprietà formali sottostanti alla sensibilità contestuale della grammatica (come, p.es., il movimento sintattico) sono studiate dal punto di vista del Minimalismo, emerge una sorprendente analogia con i meccanismi dell'immunità adattiva. Dunque, proponiamo uno scenario di "sintassi immune" che mette in relazione questi due fatti e che si rivela anche istruttivo riguardo sia al ruolo presunto di FOXP2 nella grammatica, sia ai meccanismi della sintassi studiata nell'approccio Minimalista.

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